Si stima che il programma T4 causò 75.000 – 100.000 vittime entro il dicembre 1941 alle quali devono essere sommate altre decine di migliaia di internati dei campi di concentramento.

Inizialmente per eliminare i disabili, si utilizzavano iniezioni letali o intossicazione con i gas di scarico. I disabili venivano caricati su pulmini con i finestrini dipinti di bianco.

In realtà, il tubo di scappamento era messo in modo da emettere i gas di scarico all’interno del pulmino. Una volta ritornati al centro i disabili erano quasi sempre tutti morti. Le famiglie venivano avvisate con lettere tutte uguali nelle quali si affermava che c’erano state complicazioni che avevano portato al decesso dei loro cari. Per rendere più efficiente lo sterminio venne costruita la camera a gas e dalla Pasqua del 1940 fu attivo anche il forno crematorio.

Dal 1942 iniziarono poi i viaggi della morte. Per motivi di segretezza, il trasporto dei detenuti dai campi di Mauthausen, Gusen e Dachau, venne sempre indicato con un codice, ordinato da Himmler nell’aprile 1941: 14f13, trattamento speciale dei detenuti malati e deboli. Hartheim veniva indicato nei registri dei lager come “lager di riposo”, “lager di cura” o “sanatorio di Dachau”.

Pulmino per il trasporto e l'uccisione dei malati

Pulmino per il trasporto e l’uccisione dei malati

Comignolo del forno crematorio di Hartheim

Comignolo del forno crematorio di Hartheim

 

I prigionieri politici

Ultimato lo sterminio dei malati, iniziò l’annientamento dei prigionieri politici. Fu modificato il personale ma rimasero i grandi autobus del Reich, con i finestrini dipinti di bianco e altri mezzi di trasporto.

Ogni trasporto effettuato con l’autobus era scortato da una SS. Una volta arrivato al castello, l’autobus si fermava vicino ad una legnaia, esternamente non visibile, situata nella parte occidentale del castello. Le vittime che entravano dovevano giungere nel “cortile delle arcate” e poi nello spogliatoio. Una volta denudatisi, entravano nella stanza delle riprese, adibita a riprendere alcune delle vittime. Le persone che possedevano denti d’oro venivano contrassegnati in modo che fossero recuperabili dopo l’eliminazione.

Cortile delle arcate

Infine entravano nella camera a gas. Era una stanza di circa 6 metri per 5 con pavimento di mattonelle rosse che ricoprivano anche le pareti fino ad un’altezza di 1,70 metri. Sul soffitto vi era un tubo per condurre l’acqua con tre rubinetti per la doccia, mentre lungo le tre pareti e sul pavimento vi era il tubo del gas con numerosi buchi. Il gas usciva dopo essere stato liberato nell’aria da un medico delle SS. La bombola era collocata nella stanza accanto. I cadaveri venivano inceneriti nel crematorio e le loro ceneri, dopo essere state polverizzate nel “mulino delle ossa”, venivano gettate nel Danubio o nel Traun.

Resti della camera a gas

Resti della camera a gas

Resti della camera a gas

Resti della camera a gas

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