Ancora prima di varcare l’ingresso del campo la nostra attenzione viene catturata dalla scala della morte.

Scala

186 gradini che i detenuti dovevano percorrere quattro volte al giorno caricati da pietre di granito di circa 40kg. Costruita con pietre non livellate e non incollate, per i detenuti era un’impresa disumana riuscire a salire la scale. Inoltre, per aggravare la situazione, i sorveglianti spesso giocavano con i detenuti cercando di farli cadere. I malcapitati morivano sul colpo schiacciati dalla pietra che trasportavano, magari trascinando con sé chi si trovava sui gradini dietro di loro, oppure poco dopo per via delle ferite riportate.

In ogni caso, chi veniva assegnato a questo Kommandos sopravviveva in media non più di sei settimane.

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Vicino alla scala della morte abbiamo la “Parete dei paracadutisti”; da qui le guardie hanno ammazzato molti prigionieri facendoli precipitare con una spinta, altri si buttavano spontaneamente esausti delle sofferenze. Le persone assassinate in quel modo venivano cinicamente chiamati dalle SS “paracadutisti”.

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