Fino al 1943 gli internati furono prevalentemente oppositori politici ed ideologici, reali o anche solo presunti.

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Dopo la seconda metà del 1944, a causa del progressivo avanzare dei russi e degli americani, arrivarono a Mauthausen trasporti di migliaia di deportati, ebrei, donne, bambini. La maggior parte dei deportati presenti a Mauthausen proveniva dalla Polonia, seguiti dai cittadini sovietici e ungheresi, ma c’erano anche numerosi gruppi di tedeschi, austriaci, francesi, italiani, jugoslavi e spagnoli. In totale, l’amministrazione delle SS del Lager registrò uomini, donne e bambini provenienti da più di 40 Nazioni.  Le condizioni di vita dei prigionieri nel capo erano oltre i limiti della decenza umana, l’unica cura che gli sarebbe spettata in quel luogo era la morte. Erano denutriti e colpiti da malattie debellate da centinaia di anni che uccisero molti prigionieri.

KREMATORIUM

Attraversiamo di nuovo il piazzale ed entriamo nel memoriale. Da qui accediamo al fabbricato dove si trova il krematorium.

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Come immaginavamo la camera a gas era camuffata da doccia per non insospettire le vittime. L’inganno è una delle regole del regime, in questo viaggio ce ne stiamo accorgendo.

Quando le alte personalità naziste visitavano il campo, il comandate della struttura e il suo vice davano mostra del buon funzionamento della camera a gas, per dimostrare di svolgere bene il loro lavoro. I detenuti morti nelle baracche venivano accumulati in un angolo dell’appellplatz, fatti scorrere in un canale per i forni, se avevano denti d’oro venivano prima estratti e poi si bruciavano i corpi.

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I detenuti stessi erano incaricati di svolgere i servizi necessari a queste operazioni. Molti accettavano spinti dall’istinto di sopravvivenza; se non avessero accettato, sarebbero stati gasati a loro volta. Helmut ci incalza, cosa avreste fatto voi? Avreste rifiutato, conoscendo le conseguenze?

Spingere i detenuti a compiere azioni abbiette era parte del disegno nazista, in questo modo avrebbero annientato in loro ogni residuo di dignità e umanità. Alla vigilia della liberazione del campo furono uccisi tutti i prigionieri addetti che avrebbero potuto testimoniare gli orrori a cui avevano assistito.

Oltre a questo, uno dei locali del sotterraneo era adibito all’esecuzione dei prigionieri. Veniva detto loro che dovevano essere misurati e quando si appoggiavano al muro, nel quale c’era un’apposita fessura, venivano uccisi con un colpo di pistola. Al di sopra c’erano le prigionieri, celle anguste dove avvenivano le torture.

Il pavimento di questa zona è stato ricoperto da una lastra di vetro per evitare che le scarpe sporche dei visitatori calpestino e danneggino un luogo così particolare e pregno di dolore. Ci è sembrata una delicata premura nei confronti di chi su quel pavimento ha terminato, suo malgrado, la vita.

Noi camminiamo in silenzio, uno dietro l’altro nel corridoio angusto. Ognuno medita qualcosa nel suo cuore: un pensiero per le vittime, un personale senso di asfissia, rabbia, incredulità e chissà cos’altro. Di certo è un momento particolare, sicuramente il più toccante della giornata.

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Collegata con il krematorium, si trova la  nuova infermeria che non venne mai usata, avrebbe dovuto essere adibita a centro di sperimentazioni scientifiche sostituendo il castello di Hartheim.

IL LAVORO

I prigionieri dai Campi di concentramento furono utilizzati dal Reich come manodopera schiava, praticamente a costo zero, per far fronte alle necessità belliche.  Alla metà della guerra, il Campo principale di Mauthausen fungeva quindi sempre di più come centrale amministrativa dal quale venivano “smistati” i prigionieri ritenuti abili al lavoro verso i Campi-satellite. Si lavorava per 11 ore al giorno; i non abili al lavoro venivano fucilati oppure bagnati e lasciati morire di freddo, altri uccisi con iniezioni di fenolo al cuore.

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-Disegno di un deportato conservato nel memoriale

Mentre i primi Campi-satellite servivano solo alle imprese economiche delle SS, dal 1942 furono costruiti all’incirca 40 sotto-Campi soprattutto per trasferirvi le industrie d’armi.

I prigionieri furono impiegati come lavoratori forzati da imprese edilizie per la costruzione degli impianti produttivi ma anche per la produzione stessa, soprattutto dalle industrie come la Steyr-Daimler- Puch AG., la Reichswerke Hermann Göring (una fabbrica d’armi statale), l’Heinkel-Werke e la Messerschmitt (aerei da guerra).

I NUMERI DELLA DEPORTAZIONE

In questo campo furono deportati circa 200.000 persone. Il 5 maggio 1945, giorno della liberazione, gli americani trovarono circa 17.000 prigionieri vivi. 3000 di questi morirono di stenti o di indigestione subito dopo la liberazione; altre migliaia, invece, dopo alcuni mesi, nonostante le cure.

Il campo di Mauthausen fu uno dei pochi a non essere evacuato.

Negli uffici dei lager trovarono documenti per 120.000 decessi, ma secondo la testimonianza di alcuni detenuti addetti a questi uffici molti documenti furono bruciati dalle SS poco prima della liberazione.

 

 

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